Canon RF 85mm f/2 Macro IS STM – Test on the road

Ultima tappa di questo viaggio, ma solo per quanto riguarda le ottiche a lunghezza focale fissa e non poteva mancare una delle ottiche di riferimento per il ritratto: Canon RF 85mm f/2 Macro IS STM. Ma in realtà: è davvero solo per ritratti ? Ed è davvero Macro ?


Canon RF 85mm f/2 Macro IS STM

Come è fatto

500 gr netti, paraluce escluso è il peso che dobbiamo considerare per usare questo obiettivo considerato uno standard per i ritratti. Diametro di 78 mm per una lunghezza complessiva di 90,5 mm e anello porta filtri da 67 mm. Misure importanti dunque, sicuramente rispetto agli obiettivi visti in precedenza, ma c’è da considerare la sostanza contenuta all’interno del corpo ottico. All’interno troviamo infatti 12 elementi contenuti in 11 gruppi e il rivestimento è come sempre di tipo Super Spectra per ridurre l’effetto ghosting e il flare. Il motore di messa a fuoco è tipo STM (stepping motor o, in italiano, motore passo-passo). 9 lamelle per gestire al meglio l’apertura e l’effetto bokeh a f/2. Apertura minima f/29. La distanza minima di messa a fuoco è fissata a 35cm e l’ingrandimento massimo è di 0,50 x.

Angolo di campo orizzontale pari a 24°, verticale 16° e diagonale 28,30° – molto piccoli e ben lontani quindi da una focale grandangolare o standard come quelle visti fino ad ora. E’ presente lo stabilizzatore d’immagine per un guadagno complessivo fino a 5 stop. Sul corpo dell’obiettivo, oltre all’interruttore per gestire AF/MF, troviamo anche l’interruttore per attivare lo stabilizzatore d’immagine e il selettore per gestire l’intervallo di messa a fuoco. Le posizioni disponibili sono: Full, da 0,5m a infinito e da 0,35m a 0,5m. Due ghiere permettono di gestire la messa a fuoco e le funzioni personalizzate che si configurano dal menu impostazioni direttamente in macchina.

Come lo uso

Gli 85mm di questo obiettivo sono quelli standard per i ritratti, spaziando da quelli posati in studio a quelli in campo aperto dove a dominare la scena è un soggetto. Il soggetto non necessariamente dev’essere una persona o un animale e io l’ho scoperto ben presto quando mi sono lasciato prendere la mano nella natura – quasi incontaminata – della Valsassina. In generale possiamo dire che questo obiettivo è particolarmente indicato per:

  • Ritratti in studio (persone, animali)
  • Still life / prodotti
  • Fotografia macro

Certo è che l’ho portato in giro anche in città ma soffre davvero tantissimo perchè il suo angolo di campo molto ristretto poco si presta per la street e peggio ancora per l’uso quotidiano o da viaggio. E’ un obiettivo che potremmo definire quasi altamente specializzato e poco polivalente. Nel nostro kit potremmo affiancarlo all’ RF 16mm o per essere ancora più polivalenti a uno zoom tutto fare.

Come va

Quando è stato il momento di utilizzarlo, per scattare le prime foto, mi sono trovato nella situazione peggiore: una festa di paese con centinaia di bancarelle e migliaia di persone. A venirmi in aiuto, in questa situazione, c’era lo stand di Officina Fotografica (Associazione di fotoamatori di Paderno Dugnano, MI) che guarda caso aveva allestito uno studio fotografico mobile con fondale e luci statiche ed è stato un po’ come portare una Ferrari in pista a Monza. C’è da premettere che io non sono un fotografo professionista da studio e tantomeno il mio forte sono i ritratti a persone o animali. Ci vuole sicuramente un minimo di confidenza con il soggetto e la gestione delle luci e poi con la messa a fuoco. Quest’obiettivo, un po’ come avveniva con il fratello anziano della serie EF, in alcune situazioni ha la gestione del fuoco un po’ ostica perchè specie ad aperture molto ampie è una lama tagliente che non lascia scampo.

Nonostante questi scatti siano stati fatti a grande apertura, la definizione complessiva dell’immagine è molto buona. In realtà iniziamo a notare due cose: La profondità di campo è davvero molto piccola ad ampie apertura e lo sfocato che si dirama dal punto focale è molto graduale e morbido. L’effetto è interessante, ma non bisogna lavorare in modalità Macro e il perchè lo vedremo tra poco. Chiusa la parentesi soggetto in studio, sono passato ad un ambiente più confortevole per i miei gusti fotografici e l’ho fatto intenzionalmente per capire quanto spazio può avere questo obiettivo nel kit fotografico.

In ambiente aperto, c’è davvero di che divertirsi perchè si possono trovare un infinità di soggetti diversi da fotografare e l’occasione è ghiotta proprio per chi ha l’indole curiosa di scovare qualcosa di interessante in ogni posto. Direzione boschi, con la natura di inizio primavera che sta esplodendo e ricerca di piante e fiori da fotografare: un ottimo spunto per trovare soggetti anche in questo ambiente.

Partiamo da qualcosa di semplice, in un campo molto aperto, dove possiamo trovare ispirazione da quello che ci circonda. Ad apertura f/7 siamo certi di avere tutto bene a fuoco e se guardiamo il crop sul tetto della casa si può vedere come anche un dettaglio così piccolo abbia un ottima definizione. Senza calcolare il punto di iperfocale e mettendo il fuoco sulle case, si noti come le montagne sullo sfondo risultino leggermente sfocate. La piena copertura dell’area a fuoco è sempre molto ampia e lo si nota con la staccionata sullo sfondo, ancora a fuoco. La prima osservazione può essere questa: Posso utilizzare questo obiettivo anche in città? Non è adatto, ma se lo portiamo in una gita fuori porta, in natura, al mare o più in generale, in un posto all’aperto con scene molto ampie, allora è ampiamente utilizzabile seppur non trova la sua massima ispirazione. Io mi sono lasciato prendere la mano e ho altre due osservazioni da farvi prima di andare avanti:

  • Attenzione a come si imposta il limitatore di messa a fuoco
  • Attenzione alle aperture troppo estreme – da f/4 in giù – in combinazione con distanza dal soggetto molto ravvicinate

Faccio queste due considerazioni perchè le foto del primo giro le ho buttate quasi tutte. Esposizione perfetta, messa a fuoco non del tutto. Eppure, in macchina era tutto ok ma a schermo no!


Cosa non ha funzionato ?


Tanto per cominciare lo stabilizzatore era disattivato e le impostazioni ISO troppo ottimistiche e quasi mai giuste per avere una foto correttamente esposta. Considera che lavoro quasi esclusivamente con l’istogramma attivato perchè del display posteriore non c’è da fidarsi troppo – ma su questo tornerò in uno dei prossimi articoli di questa serie. L’anello multifunzione è configurato, nel mio caso, per compensare l’esposizione e l’ho regolato in quasi tutti gli scatti. Ma ancora non ci siamo detti cosa non ha funzionato. Vien da se che con un ottica di questo tipo ti viene da scattare sempre a f/2, come se non ci fosse un domani e in tutte le situazioni mi sono ritrovato molto vicino al soggetto con una profondità di campo talmente ridotta che scattare al limite dei tempi di sicurezza ha portato a risultati catastrofici. Dunque altro giro e questa volta è andata molto molto meglio. Qualche esempio ? Ecco una parte della galleria:

La spiaggiata

La posizione dello spiaggiato è una delle preferite dell’homo fotografus, insegnata da uno dei miei maestri, nonché editore di questo blog, alias Luca de Gennaro. Si può vedere Marco, cioè io, spiaggiato nel bosco secco intento a catturare un esempio di natura che vuole a tutti i costi venir fuori da questo periodo di siccità. Io ero a non più di 60 cm dalla piantina, quasi del tutto controluce (vedi le ombre nella prima foto) con la mia Canon EOS R, f/4.5 – 1/200 – 100 ISO. Una situazione non al limite, sicuramente per l’apertura, e il risultato è pazzesco. Colori corposi, ricchi e decisi e con un delicato ma incisivo bokeh. Il crop al 100% mostra come il dettaglio sia elevato: le due foglie a sinistre molto bene a fuoco tanto che si vede un microscopico filo di ragnatela tra le due.

Rivediamo il controluce

Per capire bene come funziona il rivestimento Super Spectra bisogna che la luce invada il nostro obiettivo e allora ho voluto ancora provare a spingere al limite e qui ci sono un paio di esempi:

Il pomeriggio avanzava e il sole era ancora molto caldo per cui è stato divertente accettare la sfida offerta dalla natura e anche un rametto di foglie secche diventa interessante. Ancora una volta il crop dimostra come il dettaglio restituisca con precisione gli elementi al centro del fotogramma e la nitidezza naturale. In tutte le situazioni ho usato il paraluce, non incluso nella confezione e quindi bisogna considerarne l’acquisto separato.

La terra di mezzo

In questa situazione, ribaltiamo un po’ quello che abbiamo appena visto e lavoriamo in condizioni di scarsa luminosità e in situazioni al alto contrasto – io la chiamo la terra di mezzo – perchè la situazione non è uniforme come per il casale e non è estrema come per le foto qui sopra.

Scendiamo anche di apertura e ci postiamo a f/2.8 giusto per vedere la profondità di campo ridursi sensibilmente. Il dettaglio continua ad essere presente e grazie al perfetto equilibrio delle impostazioni in camera, lo scatto viene fuori pronto all’uso senza bisogno di andare a fare regolazioni particolari. Si inizia a vedere come basta un attimo per sbagliare la messa a fuoco quando non si vuole alzare troppo gli ISO per scattare con un tempo contenuto. Nella seconda foto siamo a 1/160, 100 ISO, Exp -1/3 e abbiamo piccole parti del muschio a fuoco; esattamente quelle nel punto di luce. Quasi stesso discorso per la prima foto, il risultato cambia poco. La morale è che ci si può concentrare nella ristretta area di fuoco per tirare fuori quell’elemento che ci interessa compensando facilmente il resto della scena. Sempre merito di Canon EOS R ? Non solo, anche dell’ottica che con i suoi elementi non ci fa soffrire nelle zone d’ombra e nelle zone più limite (dove è quasi nero) non ci sono variazioni cromatiche.

Andiamo in Macro

Dato che questo obiettivo può scattare in Macro perchè non provare l’ebrezza del micro mondo ? Non c’è nessun interruttore che ci fa passare in modalità Macro perchè in effetti non è un vero obiettivo Macro. La definizione vuole che in un ottica macro il rapporto d’ingrandimento sia di 1:1 e qui non ci siamo. Purtroppo non esiste la categoria Close Up, perchè diversamente questi 500 gr di pura meraviglia ottica ed elettronica, sarebbe il campione. Meraviglia per la fascia in cui è inserito, senza scomodare sua maestà l’ RF 85 mm f/1.2 L USM DS. Cosa succede quindi quando andiamo in Close Up ?

Non è per niente giornalistico ma fatemelo scrivere una volta: Sbammmm ! Tanto per cominciare si può scendere tanto in basso, ovvero essere così vicino al soggetto se e solo se andiamo a focheggiare manualmente. Ci spingiamo attorno ai 30cm come dichiarato e con tutte le prudenze del caso troviamo il punto di fuoco che vogliamo. Se il soggetto rimane immobile, ci serviamo dello scatto remoto o temporizzato e il gioco è quasi fatto ! E’ quasi fatto perchè, finché non vedi lo scatto su un valido monitor non ti rendi conto di quanto sia minuscola la profondità di campo. Prendiamo ad esempio la terza foto: pochissimi elementi e solo la parte interna del bocciolo è a fuoco. Già pochi mm più avanti, rispetto alla parte interna del bocciolo, il fuoco viene meno.

Conclusioni

Non abbiamo parlato di vignettatura, aberrazioni e altre cose del genere ? Quando vedi queste foto non le vedi, non esistono e rimani incantato da quanto può essere bello essere creativi, estemporanei, un po’ naif e tutto il resto non lo noti. A costo di ripetermi: non sono un fotografo professionista, ma cerco sempre di metterci tutto l’impegno e la tecnica che ho imparato nei corsi di fotografia e poi tutto il resto è Arte e Interpretazione del soggetto e del momento. Filosofia a parte penso che questa lente valga tutti i soldi che costa e non abbia nulla di sbagliato. Certo richiede un po’ di tempo per imparare ad usarla discretamente bene e non buttare via schede intere di fotografia, ma poi ci ripagherà sempre. A proposito di quanto costa: €729,00 (Da FotoLuce.it) e €694,50 (Da OlloStore.it). Per il paraluce si può scegliere tra il modello originale Canon a €54,99 sullo Store Canon oppure il modello compatibile di JJC su Amazon.it

Per concludere, davvero, è un obiettivo adatto al fotografo molto evoluto che sa cosa ricercare in uno scatto e che frequenta abitualmente studi fotografici. Ci vuole un po’ di capacità tecnica ma regala sempre ottimi scatti. Non è tropicalizzato e tutti gli aspetti tecnici potete leggerli sul sito di Canon. Non è così compatto e leggero come le lenti prime viste fino ad ora ma è un sicuro investimento e può stare abbastanza comodamente in uno zaino fotografico tecnico. Il mio nuovo compagno ? E’ lui, anche a tavola, perchè no!

Per la foto si ringrazia Daniele, mio fratello per la cronaca.

Nota: I negozi di fotografia qui citati non sono sponsorizzati. Sono semplicemente i negozi che vi consiglio perchè personalmente acquisto da loro; la scelta è sempre tua alla fine.

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