Leica Q-P – il test sul campo

In un nostro precedente articolo avevamo annunciato la presentazione della nuova Leica Q-P, la fotocamera compatta ad alte prestazioni con sensore, nemmeno a dirlo, a pieno formato e obiettivo a focale fissa da 28mm.

Oltre a rimandarvi al sito ufficiale per le caratteristiche tecniche possiamo ricordare che con questo modello, Leica ha accantonato il classico – e distintivo – bollino rosso presente sui suoi body, lasciando spazio a una più sobria scritta Leica, incisa sulla calotta. Altra caratteristica saliente è il pulsante di scatto in family feeling con le linee M e CL; inoltre è fornita con una cinghia da trasporto in eccellente pelle marrone e, a corredo, vi è anche una batteria aggiuntiva che ritengo indispensabile.

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Per un affidabile controllo sulla composizione dell’immagine, la Leica Q-P dispone di un mirino integrato con risoluzione di 3,68 MP, che ho particolarmente apprezzato durante la prova e, il suo utilizzo, è consigliato quando possibile per risparmiare batteria; l’immagine è talmente definita che pare quasi un mirino ottico e, di certo, non lo fa rimpiangere.

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La Leica Q-P prevede anche la registrazione video in qualità Full HD. In base alla scena e al soggetto, si può scegliere il frame rate a 30 oppure 60 fotogrammi al secondo per registrare il video nel formato MP4. La fotocamera dispone anche di un modulo Wi-Fi integrato per il controllo remoto e il trasferimento digitale delle fotografie e dei filmati ad uno smartphone tramite l’app Leica FOTOS. A dirla tutta la connettività non l’ho potuta testare: nemmeno i collaboratori dello Store Leica di Milano sono riusciti a connetterla al mio device. C’è da dire che ho difficoltà anche con le mie reflex – pur se il mio smartphone è recente e di buon livello; quindi non imputo questa problematica alla Q-P. Inoltre, tornando al comparto video, non lo inserirei tra le caratteristiche per le quali scegliere la compatta Leica: c’è, si può usare. Ma nulla di più.

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Apprezzabile la struttura del menù, intuitivo e ben organizzato: anche la disposizione dei comandi è ottima, soprattutto se si ha confidenza con il marchio, o se si proviene dall’analogico. Infatti non vi sono ghiere per impostare i semi automatismi. La macchina lavora sempre in manuale. Se impostate il tempo su auto, comandano i diaframmi. Idem per il contrario: se sulla lente mettete in A i diaframmi, comandano i tempi; in A entrambi è come inserire la funzione P.

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Passiamo alla pratica. Il feeling è davvero ottimo. La macchina, con la sua finitura nero opaco e la zigrinatura sul corpo, è davvero molto bella e la sensazione quando la si impugna, è di avere in mano un oggetto di altissima fattura. Ed è così. Anche le finiture sono al top!

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L’obiettivo Leica Summilux 28 mm f/1.7 ASPH, con 11 elementi in 9 gruppi, di cui 3 elementi asferici, ha una resa davvero formidabile in termini di nitidezza, aberrazioni e diffrazione.

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porte laterali

Ho provato la Q-P durante un’uscita fotografica al Parco della Villa Reale di Monza. Diversi i test eseguiti: scatti in manuale, semi automatismi, su cavalletto e a mano libera, da display o dal mirino.

La batteria se si utilizza il live view passa dai 350 scatti circa a meno di 100!!! Quindi meglio usare il mirino!!! L’autofocus basato sul contrasto, accoppiato al sensore CMOS da 26,3 milioni di pixel (24,2 gli effettivi), fa un lavoro davvero eccellente: fulmineo, non perde uno scatto! Anche l’utilizzo in manual focus, grazie all’eccellente mirino, è semplice. La macchina incorpora la funzione Focus Peacking: questa non è sfruttabile in tutte le occasioni per via del fatto che, la parte evidenziata, riguarda i bordi di quanto a fuoco e su pattern o superfici senza confini netti, diventa poco presente.

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Il campo di messa a fuoco vede una distanza minima di 30 cm, che scendono a 17 con la funzione macro. Interessante la possibilità di regolare nitidezza/saturazione/contrasto con ciascun parametro selezionabile in 5 diverse intensità.

Si può selezionare anche lo zoom digitale fisso a 1,25 X o a 1,8 X in fase di scatto: questo opererà solo sul jpg. Il DNG sarà inquadrato comunque a 28 mm. Interessante possibilità!

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Funzione Macro f 1,7

La post produzione dei file mi ha rivelato la bontà del sensore e del processore di immagine, oltre, naturalmente a quello della lente che non trasmette al sensore distorsioni apprezzabili. Le foto hanno una buona gamma dinamica anche a iso elevati, con rumore contenuto e possibilità di recupero di luci e ombre davvero interessanti. Anche la gestione dei singoli colori e del bilanciamento del bianco è preservata.

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Iso 6400

In generale posso dirmi davvero soddisfatto della Leica Q-P, che ho faticato a rendere perché è davvero bella da usare, oltre che da vedere e impugnare. Certo – forse – il prezzo è un po’ elevato (a mio avviso) e la rende un oggetto per pochi e facoltosi appassionati. Ma Leica non è per tutti.

A chi la consiglierei? A chi ama la street, il paesaggio e anche, perché no, la fotografia meditativa. Non è una compatta “punta e scatta” ma un vero concentrato di tecnologia fotografica che merita la considerazione e il rispetto che un’ammiraglia sa meritare.

Io me la sono goduta per un po’… e vi allego qualche scatto dal mio test.

Alla prossima!!!

 

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