Recensione Panasonic Lumix DC-TZ90

Qualche tempo fa vi ho parlato di un segmento di fotocamere che  definisco compatte evolute perché hanno il corpo compatto, senza obiettivi intercambiabili ma con intelligenza superiore. Superiore sicuramente rispetto a tutte le altre fotocamere compatte da banco (le classiche punta e scatta, N.d.R.).

Ho avuto in prova per una ventina di giorni questo modello, l’ho studiato ma soprattutto l’ho portata con me in giro e l’ho usata; questa è la mia recensione per la Panasonic Lumix DC-TZ90.

Design e caratteristiche – Il corpo macchina è decisamente ben assemblato e da subito si ha la sensazione di avere in mano qualcosa di sostanzioso. Nella parte anteriore c’è un piccolo hand-grip di materiale gommoso che agevola la tenuta tra le dita. Misura 112 (L) x 67,3 (A) x 41,2 (P) mm mentre il peso, compresa batteria, scheda di memoria SD e laccetto da polso, ammonta a 330 gr. Non è da primato ma è contenuto e trasportata per un giorno intero in uno zainetto non si fa assolutamente sentire.  Il display è ribaltabile fino a 180 gradi per poter scattare selfie in tutta comodità, ma il maggior vantaggio l’ho avuto inclinandolo di pochi gradi per inquadrature dal basso. Caratteristica non comune per questo segmento è il mirino elettronico (con regolazione delle diottrie) utilissimo in situazioni critiche di luce e per avere il pieno controllo nella costruzione dell’inquadratura. Super zoom con estensione 24 – 720 mm f3.3 – 8 (da grandangolo a tele in step differenti). L’ottica è LEICA DC VARIO-ELMAR e si fa notare da subito mentre il sensore è di tipo MOS 1/2,3 pollici da 21,1 Mpixel totali.  Per tutte le caratteristiche complete vi lascio leggere la scheda tecnica completa seguendo questo Link.

Sul retro ci sono i comandi per poter accedere al menù o controllare rapidamente la modalità di messa a fuoco, il flash, l’autoscatto e altre funzioni assegnabili dall’utente, su tasti dedicati. Trovo questa funzione decisamente utile così da poter personalizzare i controlli in base alle proprie esigenze. Caratteristica comune di questo segmento è la ghiera anteriore, posta attorno all’ottica che consente rapide regolazioni (a seconda della modalità di scatto selezionata) proprio come faremmo con una comune DSLR.

Primo approccio – Prima di preoccuparmi di fare un test approfondito, son partito dall’apertura della scatola fino ai primi scatti così come farebbe un qualsiasi utente che non deve preoccuparsi di recensire un prodotto. Nella scatola si trova, oltre alla fotocamera, una batteria, un laccetto da polso, il cavo USB-micro USB e un alimentatore da rete. Immediato l’inserimento della batteria e l’installazione del laccetto. Due sono le connessioni esterne della fotocamera: uscita micro-HDMI e micro-USB. Collegato il cavo all’alimentatore la ricarica ha inizio; operazione segnalata da un led nella parte posteriore della macchina fotografica. Nello stesso alloggiamento della batteria, ma in uno spazio separato, c’è lo spazio per la scheda SD. Prima di iniziare a scattare do una rapida occhiata al menu di configurazione.

Le impostazioni, raggruppate in 5 gruppi, sono facilmente navigabili con la ghiera posteriore e i tasti cursori posti al suo interno. Impostato il menu della fotocamera in Italiano è facile muoversi al suo interno, grazie anche ad una didascalia scorrevole nella parte superiore dello schermo che aiuta a comprendere il significato dell’opzione selezionata in quel momento. Ha diversi aiuti digitali attivabili che ci aiuteranno nelle fasi di scatto: riconoscimento del volto, intelligenza Dinamica (iDinamico) aiuta la fotocamera a regolare in modo ottimale il contrasto e l’esposizione, iZoom ci aiuta a migliorare la qualità dell’immagine quando usiamo le lunghezze Tele, se è attivato lo zoom digitale. risulta di grande aiuto. Lo stabilizzatore può essere abilitato solo per i movimenti verticali, oppure per quelli verticali ed orizzontali. Un aiuto non indifferente che funziona bene sia con tempi di scatto lenti che con lunghezze Tele. Le impostazioni di base richiedono non più di qualche minuto ed eventualmente si può contare sull’esauriente manuale cartaceo contenuto nella confezione.

In modalità di scatto automatico, lascio che sia la macchina con tutti suoi controlli elettronici a regolare le impostazioni migliori per la scena inquadrata. La rapidità di messa a fuoco è notevole e precisa, mentre il display segue puntualmente la scena inquadrata. La resa cromatica è ricca ed intensa come ci si aspetterebbe da una lente Leica. Mi sono divertito quindi ad attivare gli innumerevoli filtri creativi che si possono utilizzare. Alcuni sono davvero creativi e la resa è eccellente, altri lo sono un po’ meno per via di un eccessiva dose di manipolazione dell’immagine; ma questi sono gusti personali. Qui sotto l’elenco completo delle foto con i filtri creativi.

Passando ai controlli semi-automatici, è possibile gestire le modalità a priorità di tempi o priorità di apertura. Si utilizza la ghiera anteriore per regolare il parametro manuale attivato di volta in volta. Ci si abitua presto all’uso della ghiera frontale perché è in posizione comoda, ha un ottimo grip e consente regolazioni continue mentre si compone lo scatto.

Attraverso un pulsante posto sul dorso della macchina si può attivare la modalità post focus che consente di inquadrare la scena senza preoccuparci del punto di messa a fuoco. Quando premiamo il tasto di scatto avviene la magia: la macchina effettua diverse misurazioni determinando tutti i punti di fuoco sui soggetti (sfondo compreso) nell’inquadratura, esegue tanti scatti quanti sono i singoli punti di fuoco e successivamente ci permette di scegliere se riunire tutti gli scatti in una sola fotografia realizzando così per noi uno scatto in focus-stacking, oppure possiamo decidere, guardando live la foto sul display della macchina, dove mettere il fuoco scegliendo tra uno dei punti disponibili. Si può quindi decidere in un secondo tempo se avere il soggetto in primo piano a fuoco e il resto sfocato, oppure lo sfondo a fuoco e il soggetto in primo piano sfocato. Funzione utile ma da utilizzare esclusivamente con la macchina sul cavalletto e magari dopo avere impostato l’autoscatto a 2 secondi, così da esser certi che gli scatti siano tutti identici.

Altra chicca di questo portento tecnologico è lo scatto fotografico 4K. Risulta estremamente utile con soggetti in rapido movimento o dai movimenti non prevedibili ad esempio. Si attiva con un pulsante sul retro e utilizzando il pulsante di scatto la macchina registra un video in 4K che poi scompone nei singoli fotogrammi. La durata della registrazione è limitata pochissimi secondi ma sufficienti a catturare l’attimo giusto. Scorrendo i fotogrammi sullo schermo posteriore decidiamo successivamente qual’è quello che mostra il pieno dell’azione del soggetto e la macchina scarterà tutti gli altri.

Andando in giro  – Approfitto delle lunghe giornate estive e del bel tempo per fare un giro a Bologna e lei viene con me per un test più dinamico e realistico dell’utilizzo che se ne può fare. 15 Agosto, poche persone in città e il cielo è terso: le ultime due sono buone condizioni fotografiche per tirare fuori dallo zaino la macchina fotografica e fare qualche scatto. Il feeling con le impostazioni e le modalità di scatto si conquistano dopo pochissime ore di utilizzo e, come dicevo prima, con i pratici menù ci si mette davvero pochi secondi per impostare la modalità corretta.

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La macchina si comporta sempre molto bene, anche nelle situazioni più critiche dove la gamma dinamica inizia ad ampliarsi; ad esempio sotto i portici dove ci sono zone in piena ombra e zone in piena luce. Il dettaglio è sempre eccellente, fino a 1600 ISO, dopo iniziamo ad avere una grana che potrebbe disturbare. La resa cromatica è corposa, piena e vivida quindi non avremo problemi nel vedere a video ciò che i nostri occhi hanno fotografato.

Autonomia della batteria – Ho scattato oltre 300 foto tenendo spesso la macchina accesa e senza controlli di risparmio energetico attivi e al rientro avevo ancora 1/3 di batteria, quindi sono certo che è possibile usare la fotocamera per un week end intero senza preoccuparsi di ricaricarla. Un plus molto interessante è dato dalla possibilità di ricaricare la batteria attraverso power bank. Leggero da avere in borsa e utilizzabile in caso di emergenza.

Registrazione video – Fotocamera compatta evoluta uguale registrazione video in 4K, ma non solo perchè possiamo tranquillamente riprendere in Full HD ma se vogliamo una ripresa a 100fps dobbiamo scendere parecchio di risoluzione. Ovviamente si può scegliere facilmente tra diverse modalità di ripresa. La qualità è notevole, superiore ad una videocamera palmare classica. Il dettaglio è preciso in ogni situazione, così come è molto buona la compensazione nelle scene con alte luci e ombre. Anche nelle riprese video la messa a fuoco è velocissima, impercettibile quando si cambia tra soggetto in primo piano e sfondo o vice versa. Mi ha realmente sorpreso. Sul mio canale YouTube puoi vedere un video test con alcune sequenze riprese a spasso tra Barzio (LC) e le montagne della Valsassina.

Conclusioni – E’ davvero un prodotto molto interessante, per tutti gli aspetti tecnici ma soprattutto per la versatilità, per i video 4K, le funzioni di post focus e focus stacking automatico. Ottima la durata della batteria. E’ una compagna di viaggio, perchè a volte non si può portare con se un attrezzatura DSLR, ma è anche un ottima scelta per gli eventi fuori dalla porta di casa.

0 thoughts on “Recensione Panasonic Lumix DC-TZ90

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  1. Bella recensione, belle foto non te lo dico più. Mezzo moolto interessante, non ho mai pensato ad una compatta come ad una macchina “valida” . Grazie della dritta, vediamo se babba natale coglie 🤣. Sam

    1. Ciao Samuele, grazie a te per il commento 🙂 – Presto arriverà anche un altra recensione “concorrente” così avrai più parametri di valutazione. Sono rimasto piacevolmente sorpreso anche io da questo segmento.

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