Canon RF 35mm f/1.8 Macro IS STM

Canon RF 35mm f/1.8 Macro IS STM – Test on the road

Settimana scorsa vi ho parlato del Canon RF 16mm f/2.8 STM, il più ampio dei grandangolari a focale fissa per sistemi Canon EOS R, ma andiamo avanti con il test on the road e montiamo il Canon RF 35mm f/1.8 Macro IS STM.


Canon RF 35mm f/1.8 Macro IS STM

Come è fatto

E’ forse l’obiettivo grandangolare per antonomasia, dedicato tanto ai fotografi, quanto ai videomaker. Abbastanza compatto e leggero, facile da trasportare: misura infatti 74,4mm di diametro ed è alto appena 62,8mm con un peso complessivo di 305gr (paraluce escluso). Dimensioni e peso non compromettono l’usabilità complessiva e in alcune situazioni potremmo anche scattare con una sola mano. Meglio iniziare a dotarsi di una vera borsa fotografica o di uno zaino con scomparti adatti per il trasporto della nostra attrezzatura. Non mancherà certo lo spazio per i nostri oggetti personali. Il diametro dei filtri è di 52mm. l’angolo di campo orizzontale è di 54°, l’angolo verticale è di 38°, mentre l’angolo diagonale è di 63°. L’apertura minima è fissata a f/22, mentre quella massima è fissata a f/1.8 e con le 9 lamelle del diaframma otteniamo spaziamo da un morbido e gradevole effetto bokeh ad uno più aggressivo con i punti luce quasi del tutto arrotondati e sfocati. La distanza di messa e fuoco è di soli 17cm in modalità Macro e l’ingrandimento massimo è pari a 0,50x. Il motore di messa a fuoco è affidato alla tecnologia STM (stepping motor o, in italiano, motore passo-passo) ed è presente la stabilizzazione Hybrid IS che permette di guadagnare fino a 5 stop. Il rapporto Macro è di 1:2.

Sul corpo, nella parte anteriore sono presenti 2 anelli. L’anello di messa a fuoco è più ampio e dalla classica superficie a righe mentre l’anello di controllo è una superficie zigrinata e consente di gestire una delle funzioni personalizzabili dal corpo macchina. Entrambe sono fluide e regolari nello scorrimento. Unica differenza per la ghiera di controllo in quanto è cliccata e la trovo molto azzeccata questa scelta. Due selettori non potevano mancare per selezionare la messa a fuoco automatica o manuale, mentre il secondo attiva o disattiva lo stabilizzatore. L’obiettivo è costituito da 11 lenti in 9 gruppi ed è presente il rivestimento interno Super Spectra che favorisce a limitare l’effetto ghosting, il flare e le aberrazioni.

Come lo uso

Questo obiettivo è particolarmente indicato per:

  • Fotografia di paesaggio naturale o street
  • Fotografia di viaggio
  • Fotografia macro
  • Videomaker e video content creator in generale

Come il suo fratellino minore, il 16mm, anche questo 35mm è una valida alternativa da portare in vacanza o per esplorare le città. Ha un angolo di campo decisamente più ristretto, rispetto al già citato 16mm, ma ciò non lo limita nell’esprimere il meglio di se in moltissime situazione. Ci si può spingere anche verso il ritratto, seppur con molte limitazioni, dovute principalmente alla distanza che dovremmo avere nei confronti del soggetto. Se ne abbiamo la possibilità e non ci spaventa avvicinarci molto al soggetto, possiamo scattare in tutta tranquillità.

Come va

Chiaramente nella ritrattistica, e poi chiudo la parentesi, occorre prestare più attenzione alla messa a fuoco. Problema che si risolve facilmente con la modalità automatica, agganciata all’occhio del soggetto. Tornando invece alla vocazione vera di questa ottica, l’ho trovato molto aggressivo in città, dove si fa notare poco e puoi scattare facilmente a monumenti, palazzi e cogliere certi particolari che magari, non hai notato prima. Mi riferisco chiaramente all’ottima qualità del sensore di Canon EOS R, abbinato in questo caso all’ RF 35mm, che mi ha permesso di ottenere ottimi ritagli in certe scene. Qui sotto, in particolare, notiamo il crop sul lampione in una situazione di luce molto particolare e poco controllabile: cielo coperto, grigio piatto e vicolo in piena ombra.

Ovviamente la post si prestava perfettamente alla trasformazione in bianco e nero, proprio per la situazione generale della scena. Confermo quanto già detto per l’ RF 16mm: questa lente ha un sorprendente dettaglio che non delude mai.

Quando invece dobbiamo fare i conti con la messa a fuoco otteniamo una risposta molto veloce dell’ AF che può essere corretto facilmente in MF grazie alla ghiera ampia e fluida che scorre facilmente tra le nostre dita. Attivando il peaking MF si può sempre essere certi di cosa rientra nella zona a fuoco della scena, ed eventualmente si può regolare a mano senza dover spostare l’inquadratura o ricomporre. Nelle immagini seguenti si può vedere come questo punto di fuoco si possa spostare per ottenere effetti bokeh differenti. In particolare mi piace il fatto che, senza scendere in campo Macro, si possa avere un dettaglio strabiliante anche alla massima apertura.

A seconda della distanza che c’è tra noi, ovvero il corpo macchina e il punto di messa a fuoco, ovvero il soggetto, si può lavorare in totale libertà creativa, componendo e ricomponendo lo scatto. Nello scatto a sinistra, con il fuoco in fondo alla scalinata ero a circa 8 metri di distanza e i gradini in primissimo piano risultano molto morbidi. In alcuni casi può essere necessario utilizzare un app per calcolare l’iperfocale o profondità di campo per sapere dove mettere il punto di messa a fuoco per avere tutto a fuoco (vedi ad esempio DOF Simulator in questo articolo). Penso che utilizzando questa lente si possa derivare un po’ da questo rigore in favore di una creatività maggiore. Del resto la fotografia è pur sempre un arte e come tale deve rappresentare appieno il nostro stile e il nostro estro.

Nelle immagini precedenti vediamo proprio come a f/1.8 la barca conserva tutti i dettagli necessari per risaltare sul frame ed essere protagonista, al pari dello scatto fatto a f/6.3 – La differenza sostanziale qui sta nello sfondo che risulta essere più o meno sfocato e che fa da elemento riempitivo affinchè ci si possa concentrare proprio sulla barca. In questi scatti ero a circa 2 metri di distanza dalla barca. Le due foto successive, scattate dallo stesso punto, con il fuoco nello stesso punto, ma due valori di apertura differenti. Ho scelto questi valori perchè ritengo sia i range di apertura f/5.6 <– –> f/9 siano quelli mediamente utilizzati, in una scala centrale di apertura e che, senza fare calcoli particolari (vedi iperfocale) ci permettono di portare a casa un ottimo scatto.

Il comportamento dell’ottica, proprio per i principi di ottica, cambiano davvero moltissimo a seconda delle distanze e dei valori di apertura. Grazie ella modalità Macro ci possiamo permettere di mettere a fuoco manualmente con il soggetto molto molto vicino. Nelle foto successive, dal piatto ci sono a circa 5-6cm e ribadisco, solo fuoco manuale. La scala di misurazione della distanza, presente nel mirino o in live view si ferma un po’ dopo ma possiamo renderci conto di cosa e quanto sia a fuoco.

Qua si nota ancora di più come lo sfocato cambi drasticamente sullo sfondo e siamo a non più di 60cm di distanza. Con uno sfondo piuttosto uniforme e senza punti luce predominanti, l’impatto è di grande fluidità. Il dettaglio a f/1.8 è sempre molto elevato seppur la profondità di campo ridottissima terrà pochissimi elementi a fuoco, ma qui la scelta di scattare a f/1.8 piuttosto che f/9 è del tutto in capo al fotografo e alla situazione.

Ancora un crop al 100%, questa volta senza scendere fino a f/1.8 ma fermandoci a f/2.5, troviamo la stessa quantità di dettaglio leggibile sul tachimetro e con soggetti abbastanza lontani l’effetto bokeh rimane importante. Laddove ci sono punti di luce predominanti nella scena, lo sfocato inizia ad assumere l’aspetto rotondo che tanto piace a molti fotografi.


In questa lunga serie di articoli vedremo anche le stesse ottiche come si comportano invece in una situazione che fino ad ora non ho volutamente citato e scopriremo cose fantastiche.


L’effetto barilotto, ovvero la distorsione delle geometrie è davvero ridotta al minimo ed è quasi impercettibile in tutte le situazioni in cui mi sono ritrovato a scattare. Talmente minima che non richiede correzioni in fase di post.

Considerazioni sul Macro

L’obiettivo non ha la messa a fuoco interna, il che sarebbe particolarmente indicato in campo Macro, ma il fatto che questo non sia un vero e proprio obiettivo macro, rende comprensibile la sua assenza e questo spiega anche l’assenza di un selettore per limitare la messa a fuoco in range specifici (come invece vedremo nell’ RF 85mm). Il corpo interno si estende di circa 1cm alla distanza minima di messa a fuoco, il che significa che non c’è alcun rischio di toccare il soggetto e questa estensione significa anche che è altamente improbabile che presenti problemi di illuminazione mentre si muove. l’ RF 35mm non è neppure la lunghezza focale classica per gli scatti Macro (inteso come Macro accademico), sebbene l’opzione di applicare un ritaglio di 1,6x nella fotocamera per aumentare la lunghezza focale effettiva a 56 mm sia utile, si va a compromettere la risoluzione d’immagine complessiva.

Considerazioni sulla Stabilizzazione

Tralasciando la stabilizzazione sui corpi macchina EOS R, questo obiettivo viene stabilizzato otticamente, utilizzando un sistema ibrido. Hybrid I.S. utilizza un accelerometro per correggere il movimento, oltre a due sensori giroscopici che gestiscono i movimenti angolari. La stabilizzazione dell’immagine è ulteriormente migliorate grazie al sistema Dual Sensing IS già visto in precedenza nelle PowerShot G7 X Mark II ed EOS M50. Sebbene la correzione avvenga nell’obiettivo, le informazioni dei sensori giroscopici vanno in aggiunta alle informazioni del sensore . Durante le operazioni di scatto in panning o panoramica, il sistema può correggere le vibrazioni verticali, mentre con i movimenti verticali vengono corrette le vibrazioni orizzontali. La stabilizzazione basata sull’obiettivo funziona con l’opzione Digital IS a 5 assi che va in aiuto anche all’ IS delle riprese video.

In conclusione

Prima di giungere alle conclusioni, ti anticipo che volutamente non ho trattato l’argomento riprese video perchè qui ci sono da fare considerazioni a parte e in questa serie di articoli, troverai anche un articolo dedicato alle riprese video. Restando in campo fotografico posso dirti che la versatilità è uno dei punti di forza, coadiuvato dall’eccellente gestione del fuoco alla minima apertura. Anche alla minima apertura la qualità d’immagine rimane elevata tanto al centro del frame quanto ai bordi. Un obiettivo che può essere preso in considerazione nel proprio kit fotografico, da affiancare magari al polivalente zoom RF 24-104 f/4-7.1 IS STM (di cui vi parlerò più avanti). Ingombri ridotti e performance elevate, direi che è il massimo. Occorre spendere €539 (Da FotoLuce.it) e, €549 (da OlloStore.it) per portarsi a casa questo obiettivo, ma attenzione: il paraluce non è compreso e quindi occorre aggiungere €18.99 per il paraluce non originale (Su Amazon.it)


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