Ma le foto in rete? 3 o 4 consigli e indicazioni

Pubblico o non pubblico? Solitamente la risposta è si! E pubblico tanto perché mi voglio far conoscere. Voglio che le mie foto ricevano consensi e che si parli di me. Non nascondiamoci; in fondo è questo lo scopo.

Poi però nasce l’annoso problema, dubbio, quesito o in alcuni casi certezza: e se mi “rubano” le foto? Iniziamo a dire che, salvo rari casi, le foto in rete – specialmente se postate su Facebook – hanno una risoluzione infima e, di certo, non possono essere usate per stampe di grande qualità o pubblicazioni.

Qualcuno cerca di proteggerle apponendo la propria firma (che personalmente trovo rovini la foto e che vada utilizzata in casi molto rari), un po’ per ricordare che la foto è sua, un po’ per evitare il “furto”, altri perché almeno se la utilizzano c’è il mio nome. Errore: la firma si rimuove in un battibaleno!

Ma quindi? Come mi tutelo? Le foto online sono di pubblico dominio… così mi hanno detto… la proprietà diventa di Facebook… e chissà quante altre ne ho sentite.

Chiariamo un punto: la proprietà intellettuale dell’immagine e quindi i suoi diritti, salvo che non si cedano volontariamente, sono di chi l’ha scattata (e non pubblicata). Ci sono però delle sfaccettature che sono state egregiamente trattate dall’Associazione Nazionale Fotografo Professionisti in una pagina che vi invito a leggere ; questo già ci toglierà molti dubbi a riguardo, anche su chi potrà cedere cosa e chi invece non potrà prelevare nulla. E anche ciò che voi/noi possiamo e non fare.

Un altro punto riguarda la possibilità di pubblicare online fotografie che ritraggono persone. Molti credono che se non sia un personaggio famoso si possa pubblicare; o che purché non sia a scopo commerciale anche; o si appellano al diritto d’informazione (questa poi me la spiegate…): Niente di più falso! Anzi per alcuni punti vale il contrario. Per dipanare qualche incertezza vi fornisco un altro link tratto dalla medesima fonte: leggete bene, salvatelo insomma, attenzione prima di pubblicare online delle fotografie con persone all’interno, e portate sempre con voi qualche liberatoria in bianco.

Un ultimo punto: da poco si sta muovendo una campagna massiccia contro l’abusivismo in fotografia. Uno dei punti che maggiormente si valuta da parte delle autorità è il modo di presentarsi online: segnalare o far intendere la disponibilità a lavori fotografici; la scritta Photographer o fotografo o PH nelle pagine o in firma; la pubblicazione di lavori che lasciano intendere che non è proprio un caso che per quella volta avete fatto un matrimonio… insomma ci stanno guardando!

Nulla vieta il lavoro occasionale… ma significa in parole povere: ciao Luca, mi piace come scatti non è che mi faresti questo lavoretto? Si ok sono xxx euro e potrò farti ritenuta d’acconto perché non ho P. IVA, il mio lavoro è un altro ma grazie per l’opportunità! Tutto chiaro? Diverso dal: ciao sono un ph e chiedo xxx per le cerimonie… ovviamente in amicizia perché faccio il lattaio (con grande rispetto per i lattai) e arrotondo.

Anche qui ho un bel link; c’è anche un test di autovalutazione e linee guida… attenzione perché in silenzio ma ci stanno guardando. Insomma sì alla pubblicazione di foto per far vedere le mie capacità… allerta per la pubblicazione allo scopo di far vedere come potrei lavorare. In fondo anche a voi danno noia i dentisti, notai, fruttivendoli abusivi no? Perché per i fotografi dovrebbe essere diverso?

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