Milano Street Photo e gli eventi del collettivo Eyegobananas

MilanoStreetPhoto è un gran bell’appuntamento per la capitale meneghina e lo dimostra li fatto che ci sono molte attività in calendario, alcune di queste hanno stimolato il mio neurone fotografico e, come Marco Arciprete in primis, decido che è il caso di parteciparvi – ovviamente il tutto finalizzato a raccontarvi com’è andata in puro stile blogger e per fare un esperienza diversa. Prima di cominciare però occorre fare un po’ di ordine nelle info. Introduco l’argomento riproponendovi l’articolo di presentazione del festival e qui vi racconto del collettivo Eyegobananas con le parole di Riccardo, uno dei fondatori – Il collettivo nasce nel 2015 dalla necessità di trovare un luogo sicuro dove potersi confrontare fotograficamente al di fuori della logica malsana del “like for like” e da tutto il buonismo digitale che ne consegue. Nella nostra idea l’unico modo per crescere pensiamo sia quella di ricevere pareri onesti sulle nostre fotografie, anche a costo di essere duri e intransigenti. Il gruppo ha subito delle modifiche nel corso del tempo ma ad oggi abbiamo trovato una quadra. Siamo 5 fotografi che nel frattempo sono diventati anche amici, dislocati un po’ qua e un po’ là per lo stivale.

Gli eventi invece che mi hanno stimolato sono quelli proposti sulle pagine internet di MilanoStreetPhoto, aperti a tutti gli appassionati di fotografia che hanno voglia di provare qualcosa di diverso, stimolante e magari anche divertente. Riccardo e il suo gruppo hanno organizzato una Night Walk (Venerdì 17, Maggio) e il giorno dopo – come definito dal sito MilanoStreetPhoto – Un’incredibile e imperdibile battaglia fotografica (Sabato, 18 Maggio). Da dove nascono queste idee ? La risposta di Riccardo: L’idea della night walk nasce quando ci invitarono come ospiti al Festival di Bruxelles, vinto per altro proprio dal nostro Davide Albani. In quella sede avevamo pensato di coinvolgere amici fotografi street tra cui ad esempio Chris Suspect e Fabian Schreyer dotando tutti di una macchinetta usa e getta a pellicola andando poi in giro a caso di notte per le vie di Bruxelles. Alla fine abbiamo sviluppato tutti i rulli e abbiamo tirato fuori un progetto chiamato “from dusk till down. L’idea delle macchinette usa e getta ci piacque molto ma la cosa presupponeva una certa dimestichezza da parte del fotografo a cui le si mette in mano. Per Street Photo Milano, quando venimmo coinvolti nell’organizzazione dello scorso anno, pensammo di riproporre la cosa ma in veste semplificata, pur mantenendo tutti i lati interessanti della foto in notturna (giocare con diaframmi aperti, luci artificiali). La notte spesso viene evitata da molti anche per questioni di “sicurezza” e girare in gruppo minimizza questi rischi, soprattutto se si è in 20 persone. Un’altra attività che faremo (messa sadicamente la mattina dopo la camminata in notturna) è la street battle. L’ispirazione viene dal gruppo su Flickr “Street fight” curata dal collettivo Observe, ma rivista nelle dinamiche: in quella sede un curatore pesca due foto accomunate da uno spirito, da un mood o da un soggetto per poi lasciare agli utenti il compito di esprimere una preferenza. Nel nostro caso invece, abbiamo pensato di raccogliere dei “giocatori” e dividerli in due squadre, una capitanata dal nostro collettivo e l’altra dal collettivo che Street Photo Milano ospita nel corso di quell’anno (l’anno scorso fu Burn My Eye, quest’anno sarà Observe nella figura del suo fondatore Michael Monty May insieme al fondatore di Burn My Eye, Andy Kochanowski, e a Emilio Barillaro del collettivo Spontanea). Segue un’uscita dove cerchiamo di dare delle dritte ai giocatori per poi tornare in sede e, dopo un minimo di editing, ogni partecipante sceglierà una foto che verrà messa contro a quella di un concorrente avversario. Il match verrà poi messo ai voti. Ovviamente la battaglia è goliardica (la fotografia non è una competizione), difatti non si vince nulla, ma abbiamo pensato fosse un modo diverso per reinventare il classico photowalk.

Perfettamente coerenti con quanto detto all’inizio di questo articolo è l’affermazione di Riccardo – la fotografia non è una competizione – che fa il paio con – … al di fuori della logica malsana del like for like. Sempre più spesso noto che tra gli appassionati di fotografia c’è l’estremo desiderio di volersi mettere in gioco e misurarsi con “quanti più like ottengo tanto più vale la mia foto” e se capita che nessuno apprezzi quella foto ? Panico ! Lasciamo da parte queste considerazioni e godiamoci gli eventi. Io ci sarò.


Le foto della gallery sono rappresentative del collettivo  Eyegobananas 

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