BAUHAUS 100: 1919-2019, la mostra fotografica di Stefano Barattini.

In occasione di BAUHAUS 100: 1919-2019, la mostra fotografica di Stefano Barattini allestita a Milano presso il BookshopFrancoAngeli Bicocca (visitabile dal 12 aprile al 1° maggio 2019) nell’ambito di MilanoPhotoFestival, Progetto LitterAlia ha realizzato un libro/catalogo in tiratura limitata di 100+100 copie con due diverse copertine originalmente ideate da Donatella D’Angelo, edito con il marchio editoriale Fuoril[u]ogo. Con questo lavoro Stefano Barattini ha voluto regalare a se stesso e ai suoi estimatori un viaggio a ritroso nel tempo, testimoniando l’innovazione nell’arte e nell’architettura che, dall’inizio del Novecento ha percorso l’intero secolo per giungere a noi inalterata nella concezione e culturalmente influente. Nel caso degli edifici della Staatlitches Bauhaus a Dessau, il fotografo esprime nel suo lavoro una buona identificazione con il rigore razionalista dell’opera, realizzando fotografie pienamente rispondenti allo spirito del tempo. Immagini che parlano di essenzialità delle linee e funzionalità degli spazi in nome di un’estetica contraria al decoro ridondante dello stile ornamentale floreale, tipico dell’Art Nouveau dalla quale si distacca completamente. Immagini nitide che esaltano le geometrie coinvolte nel “gioco di volumi”, alleggerendo l’apparente pesantezza delle forme rappresentate.

“Le fotografie di Stefano Barattini ci riconducono, con tecniche diverse, allo spirito del progetto di Walter Gropius che ci regala un grande “respiro architettonico” unito sia nell’analisi dello spazio, sia al tempo, interpretano perfettamente questa realtà emotiva che ancora oggi ci affascina e ci conduce a riflettere proprio sul rapporto “uomo-società”. Giulia Miele

BAUHAUS 100 1919 2019 di Stefano Barattini Fuoriluogo - Litteralia
BAUHAUS 100 1919 2019 di Stefano Barattini Fuoriluogo – Litteralia

“Il percorso fotografico guida l’osservatore dall’esterno all’interno dell’edificio, nel rispetto dell’esistente, così come appare ai nostri occhi. Una buona fusione tra osservatore e cosa osservata, nella quale si escludono gli artifici della fotografia che definirei neobarocca, volta ad alterare il proprio oggetto per compiacere le pretese artistiche del fotografo. Quindi fotografia di documento, essenziale come i soggetti raffigurati. Scatti eseguiti nelle diverse ore del giorno, in modo da consentirci di apprezzare la buona dotazione di vetrate che migliorano la luminosità degli interni anche quando la luce scarseggia. L’impiego dei colori primari, tipico di questo movimento artistico risalta in modo particolare nell’opera del fotografo”. Rita Manganello

BAUHAUS 100 1919 2019 di Stefano Barattini Fuoriluogo- Litteralia
BAUHAUS 100 1919 2019 di Stefano Barattini Fuoriluogo- Litteralia

Stefano Barattini classe 1958, ha iniziato a fotografare nel 1979 unendo fin dall’inizio la passione per la fotografia a quella per i viaggi. Ha collaborato per quattro anni con la rivista «Mototurismo» raccontando con testi e foto i suoi viaggi in moto. Dopo una pausa di riflessione ha ripreso l’attività fotografica nel 2006, periodo in cui il digitale cominciava ad apparire sulle scene, accogliendo il cambiamento con l’adozione di reflex digitali. I viaggi sono sempre stati al centro del suo interesse, analizzando paesi e popoli, cerca di coglierne l’essenza attraverso la fotografia. A partire dal 2013 ha scoperto e approfondito il mondo dei luoghi abbandonati, con particolare interesse per gli insediamenti industriali, in Italia e all’estero. Questi luoghi rappresentano un mondo ormai scomparso che è stato, un tempo, portatore di progresso economico, di benessere e valore per l’essere umano. Insediamenti che oggi sono, purtroppo, soggetti al degrado, valori perduti a seguito di una mancata riqualificazione. Lo studio dell’Architettura lo ha da sempre portato a rappresentare i contesti urbani e il loro rapporto con l’essere umano. A questo riguardo è d’obbligo soffermarsi su un tema importante: quello delle periferie che, più di altre realtà, inducono gli abitanti ad accettare, se non addirittura subire, una sorta di convivenza con spazi non sempre a misura d’uomo. Grande appassionato del periodo modernista e razionalista, va alla ricerca degli elementi architettonici che rappresentano forse l’ultima vera corrente stilistica di quella corrente.

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