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FujiFilm X100V – Test on the Road

Mai come questo test potrei definirlo On the Road, perchè è stata la mia compagna fotografica per l’estate e da Montepulciano (SI) terra di vini e borghi medioevali, fino alla provincia sud di Viterbo, lei era con me. Compatta, leggera e sempre pronta a scattare per cogliere i momenti più interessanti del quotidiano o i paesaggi collinari mozzafiato. FujiFilm X100V si è dimostrata sempre all’altezza della situazione, di giorno e di notte. Per una volta, una soltanto, potrei lasciar parlare soltanto le fotografie, ma vi racconterò ugualmente la mia esperienza.


FujiFilm X100V – Test on the Road

Ecco cosa troverai in questo articolo

Come è fatta

E’ una macchina fotografica, definita compatta, mono focale dal design puramente vintage con l’inconfondibile colorazione nero e grigio. Ricca di ghiere meccaniche nella parte superiore e attorno al compatto obiettivo da 23mm. Anche il comando per lo scatto temporizzato è puramente ispirato ai comandi delle macchine analogiche di qualche decennio fa. Tutto è studiato e realizzato come solo FujiFilm è capace di fare in questi casi.

FujiFilm X100V

Nella parte anteriore trovano spazio una ghiera di controllo, il comando di regolazione del mirino (commuta tra EVF e OVF), un tasto funzioni personalizzabile e un piccolo flash capace di riempire un po’ le ombre nelle zone vicine all’inquadratura, oltre ovviamente all’obiettivo dotato di due ghiere distinte: regolazione della messa a fuoco e regolazione dell’apertura di diaframma. Comandi facili da raggiungere viste le dimensioni del corpo macchina e ben distinguibili dalle dita visto che la ghiera di regolazione dei diaframmi è dotata di due alette poste all’estremità opposte.

Fujifilm X100V – ghiera di controllo, modalità mirino e anello di controllo apertura diaframma

Il corpo è realizzato con materiali plastici, rigidi al tatto e la parte inferiore zigrinata offre una buona presa seppur è quasi assente un hand grip anteriore. La finitura grigio metallizzato nella parte superiore e che ricopre l’intero obiettivo dona un contrasto piacevole e vintage.

Fujifilm X100V – Comandi controllo modalità fuoco

Sul fianco sinistro troviamo il selettore meccanico per impostare le tre modalità di messa a fuoco: M sta per Manuale, C sta per messa a fuoco continua e S per la messa a fuoco one-shot. Comodo da raggiungere e facilmente selezionabile. Tipicamente, con una macchina fotografica di questo tipo si passa da M a S- Le due impostazioni sono messe agli estremi in modo che si possa far scorrere il cursore senza dover prestare attenzione a bloccarlo nel mezzo.

Fujifilm X100V – Ghiere dell’obiettivo

Da f/2 a f/16 è possibile regolare l’apertura dell’obiettivo, che sporge di pochissimi cm dal corpo macchina. La regolazione dell’apertura è particolarmente agevolata dal click e oltre l’apertura minima f/16 troviamo la posizione A per attivare l’apertura automatica. Leggero al punto di non sbilanciare il corpo macchina. Nella parte anteriore dell’obiettivo c’è la comoda ghiera a scorrimento infinito per la messa a fuoco ma all’occasione può essere utilizzata anche per controllare il Bilanciamento del Bianco, la Simulazione pellicola e il teleconvertitore digitale che “regala” un po’ di zoom all’obiettivo attraverso il ritaglio digitale dell’immagine.

Fujifilm X100V – Connessioni esterne

Sul fianco destro del corpo macchina un pratico sportellino nasconde le connessioni esterne: USB-C, micro HDMI e ingresso microfono. La ricarica della batteria è possibile anche tramite il connettore USB-C e questo ci risparmia di portare con noi l’alimentatore e di dover estrarre la batteria dal corpo macchina.

Fujifilm X100V – il dorso

Nella parte posteriore ci sono pochi comandi fisici e il grande display da 3″, tiltabile e ribaltabile parzialmente. Spicca il mirino ottico con controllo diottrie e sensore di attivazione oltre al pratico e irrinunciabile joystick utile per spostare al volo il punto di messa a fuoco o navigare il menu ad esempio.

Fujifilm X100V – Schermo orientabile verso il basso

Lo schermo posteriore è orientabile verso il basso solo parzialmente. Nell’immagine si può vedere la massima inclinazione raggiungibile. In quasi tutte le situazioni è stato sufficiente così, ma avrei preferito avere qualche grado in più per trovare la giusta posizione di scatto e nonostante ciò non posso dire che sia un fattore pregiudicante, specie considerando la destinazione d’uso principale di questa macchina fotografica: street e panorami a tutto tondo.

Fujifilm X100V – Inclinazione schermo verso l’alto

Diversa la situazione se decidiamo di inclinare lo schermo verso l’alto per permetterci di scattare inquadrature piuttosto basse. E’ possibile ribaltare lo schermo in posizione orizzontale. La definizione, luminosità e brillantezza dello schermo sono decisamente all’altezza delle aspettative e anche in pieno giorno con il sole di mezzogiorno che devasta, si riesce sempre a vedere perfettamente cosa stiamo inquadrando o a navigare le numerose funzioni del menù.

Fujifilm X100V – le ghiere del pannello superiore

Altra magia golosa – che definizione strana, ma è giusto quello che mi è venuto in mente senza pensarci – è il pannello superiore dove ci sono le ghiere principali di controllo e il pulsante di scatto. Regolazione del tempo di posa, da B a 1(4000 e per chiudere, la posizione A che attiva l’automatismo. Ghiera di controllo della compensazione per l’esposizione che copre il classico range -3 – +3. Pulsante di scatto che incorpora l’interruttore di accensione e il classico foro filettato per agganciare il cavetto di scatto remoto. Un pulsante funzione personalizzabile, forse un po’ minuscolo e difficilmente raggiungibile, si trova quasi all’angolo estremo dell’impugnatura: non è quasi mai necessario utilizzarlo o configurarlo ed è del tutto trascurabile. Sollevando la ghiera dei tempi di posa è possibile regolare il valore ISO. Il valore impostato si vede nella piccola finestrella ed è in corrispondenza della tacca di colore nero.

FujiFilm X100V – Il mirino ottico

A chiudere questa carrellata di Come è fatta non poteva mancare una nota sul mirino ottico da utilizzarsi in alternativa allo schermo. Ovviamente, per definizione, dovrei chiamarlo mirino ibrido in quanto vengono replicate al suo interno tutte le icone di impostazione e dei parametri di scatto ma vi assicuro che vedere la scena da quel mirino è pura magia, seppur come dicevo prima non ne ho quasi mai avuto bisogno.

Come va in fotografia

In apertura dell’articolo ho detto che avrei potuto lasciar parlare unicamente le fotografie e, quasi mi limiterò a quelle perchè io potrei essere condizionato dall’amore per FujiFilm, seppur in questa veste giornalistica sono assolutamente imparziale. Va detto anzitutto che, nonostante tutte le posizioni A del triangolo magico: apertura, tempo di scatto e ISO, questa macchina spinge al massimo quando noi la spingiamo al massimo con le regolazioni manuali o, in alcuni casi facendosi aiutare dall’impostazione automatica dell’ ISO. Anche l’impostazione di messa a fuoco continua potrebbe essere rimossa perchè certamente non andremo mai a fotografare oggetti in rapido movimento se non occasionalmente potremmo bloccare il fuoco sui passanti o, più in generale, sul soggetto che cammina davanti a noi.

Una delle caratteristiche che mi esalta maggiormente, in generale di Fuji, è l’impostazione delle simulazioni pellicola che permettono di ottenere gradazioni cromatiche e viraggi cromatici particolari proprio come se stessimo utilizzando una particolare pellicola fotografica. In questo modello di fotocamera c’è qualche impostazione in meno rispetto ad altri modelli ma credo che si copra tutto il panorama per l’uso che ne faremo.

La messa a fuoco è praticamente istantanea e sempre molto precisa. Io solitamente scatto con un singolo punto di messa a fuoco che sposto in base alla necessità o in alternativa ricomponendo l’inquadratura. Misurazioni della luce altrettanto precisa e, grazie al controllo di compensazione esposizione si può sempre trovare il setup corretto per lo scatto, ma soprattutto, lo si può fare velocemente.

Anche in condizioni estreme come potrebbe essere una scena al tramonto e ricca di ombre o di controluce si riesce a non esagerare con gli ISO, recuperando molto le zone d’ombra o accelerando un po’ lo scatto possiamo bruciare completamente le ombre ottenendo un controluce perfetto. In queste foto quello che risalta particolarmente sono proprio questi due fattori, abbastanza critici in fotografia e in ogni caso il livello di dettaglio è sempre molto buono.

Apertura massima f/2, ma si può anche non esagerare e fermarci a un più democratico f/4 specie se siamo molto vicini al soggetto. Qui sono a pochissimi cm dal mancorrente ricoperto di gocce d’acqua post temporale. La foto è in sequenza con lo spettacolare tramonto visto da casa mia all’inizio dell’estate. A ISO 2000 iniziamo però a vedere un po’ di grana e la si distingue bene sullo sfondo sfocato, ma, detta sinceramente: quando usiamo questa macchina fotografica siamo automaticamente trasportati indietro di qualche decennio quando la grane in pellicola era apprezzata e in ogni caso, non si spacca la foto perchè la qualità è sempre molto elevata.

Molti di voi avranno sicuramente riconosciuto il posto: Civita di Bagnoregio, altrimenti conosciuto come il paese che muore. Meta preferita da migliaia di fotografi e immortalato – il paese – in tutte le situazioni ambientali e di luce. Qui siamo in pieno giorno, cielo coperto dalle nubi ma ugualmente molto luminoso: Chiudendo un po’ l’apertura non per questioni di “tutto a fuoco” ma perchè data la distanza del soggetto si va a massimizzare la definizione dell’immagine. Il paese che è molto molto distante dal punto in cui ho scattato ha una definizione molto elevata, quasi come la vegetazione in primissimo piano e questa immagine è un crop al 50% dell’originale.

Facendo lavorare un po’ il potente processore d’immagine, non posso farmi mancare le classiche impostazioni degli effetti e in questo caso, uno dei miei preferiti è il Black & White +Y dove la Y sta per Yellow e significa che viene simulata la presenza di una gelatina gialla davanti all’obiettivo. Il controllo dell’esposizione mi ha permesso di recuperare, già in fase di scatto, qualcosina sulle ombre per evitare di dover fare post produzione – ammesso ovviamente di voler utilizzare subito le foto scattate e non voler realizzare qualcosa di particolare in post. Ovviamente la macchina fotografica consente di scattare sia in JPG che in JPG+RAW e in questo caso stiamo vedendo proprio le foto JPG uscite fresche fresche dalla scheda di memoria.

Portiamo un po’ all’estremo questa FujiFilm X100V aprendo a f/2 e combattendo con un soggetto mosso dal vento. Acceleriamo il tempo di scatto, impostiamo la simulazione pellicola ASTIA che ammorbidisce i colori e diminuisce il contrasto. Esaltiamo ancora di più lo scatto incrementando l’esposizione di uno step e questo è il risultato. Quando ho visto questo scatto a pieno schermo ero più che emozionato. Il dettaglio, seppur su una piccola parte del soggetto è semplicemente perfetto.

Sempre molto vicino al soggetto, sempre ad apertura f/2 ma questa volta processiamo in macchina un bianco e nero rastremato e contrastato. Il dettaglio sul filo spinato che si spinge fino al lucchetto è altissimo e appena più morbido sulla porta di legno con le venature ancora ben marcate. La FujiFilm X100V è sempre pronta a scattare e impostare i parametri di scatto del triangolo magico è veloce: le ghiere fisiche sono una manna dal cielo per chi ha bisogno di comporre e allo stesso tempo impostare la macchina fotografica.

Restando sempre in modalità bianco e nero, quando ci si sposta in zone molto contrastate e in ombra si possono aumentare gli ISO per bilanciare l’apertura più chiusa. A f/8 ho trovato il massimo livello di dettaglio anche in presenza di strani motivi geometrici dai contorni ben definiti.

Ancora a f/2 perchè è molto esaltante avvicinarsi al soggetto per staccarlo un po’ dal fondo o dal quel che è contorno allo scatto. Ribadisco: non che a f/2 non ci sia dettaglio, anzi è sempre di ottimo livello. La tenuta cromatica è sempre garantita anche in situazioni compromesse quando non c’è una luce dominante a dare profondità al soggetto.

Questa fissazione per l’ f/2 potrebbe finire presto, ma nel mentre godiamocela. Un controluce con soggetto molto ravvicinato e per giunta in parte in ombra: colori spettacolari, contrasto supremo e la dolcezza dello sfocato sullo sfondo. Qui ammetto di aver fatto tre o quattro scatti prima di arrivare a questo risultato, ma anche in questo caso torno a ribadire la comodità di avere controlli fisici su cui poter smanettare rapidamente. E’ sicuramente possibile usare anche lo scatto in bracketing per variare esposizione o tempo di scatto, ma quando inizi ad usare questa macchina fotografica, fidati, ti dimentichi del resto.

Ebbene si, ho ceduto anche alla tentazione di provare la FujiFilm X100V completamente in automatico e scegliendo solo tra simulazioni pellicole differenti o effetti creativi. Del resto è una macchina per creativi e a volte, in ogni caso, si potrebbe voler non pensare alle regolazioni manuali e lasciare lavorare il poderoso processore. Sinceramente non trovo che siano foto da galleria – forse non lo sono neppure quelle che ho scattato in manuale io – e trovo diverse cose che non mi piacciono come una tendenza ad un elevato contrasto, tanto che il bianco nel bianco e nero è quasi del tutto bruciato. Qui si va un po’ sul gusto personale perchè di fatto non sono foto sbagliate.

In conclusione

Come dicevo all’inizio avrei voluto solo postare le immagini ma mi rendo conto – peccando di modestia editoriale – che non potevano parlare da sole e non avrebbero potuto trasmettere l’emozione che si prova scattando con la forma mentis di una macchina analogica. In buona sostanza è un eccellente macchina fotografica per chi ha famigliarità con lo scatto manuale, anche perché acquistarla vuol dire pagare circa € 1.400 (presso rivenditori ufficiali sul mercato italiano) sapendo però che questi soldi valgono tutti fino all’ultimo e, anzi, compreso nel prezzo c’è l’immensa emozione che si prova quando si guarderanno le proprie fotografie e ancor di più quando si stamperanno su un ottima carta. Tutte le caratteristiche tecniche potete leggerle sulla pagina ufficiale di FujiFIlm. Per me questa FujiFilm X100V è promossa con 10 e Lode.

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