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Le previsioni sul futuro della narrazione visiva

World Storytelling Day

World Storytelling Day

In attesa del World Storytelling Day, i professionisti del programma Canon Ambassador esprimono la loro opinione su come evolverà la narrazione visiva nei prossimi dieci anni.


Attraverso la lente di importanti fotografi e videomaker, tra i quali il pluripremiato fotoreporter e collaboratore del New York Times Ivor Prickett e il fotoreporter due volte vincitore del premio Pulitzer Muhammed Muheisen, Canon svela una serie di previsioni destinate a dare forma al futuro della narrazione visiva.

Possiamo accedere in ogni secondo a contenuti digitali semplicemente premendo un tasto. Il progresso tecnologico ci consente di raccontare storie in modo sempre più immersivo e coinvolgente, creando nuove opportunità creative.

Come dichiara la famosa fotografa ritrattista Guia Besana, lo storytelling “subirà grandi cambiamenti nel corso delle generazioni”; quindi, quale sarà il futuro della narrazione visiva in un mondo sempre più tecnologico e politicamente impegnato?

Lo storytelling condotto dallo spettatore in un mondo interattivo – I nostri esperti prevedono che la tecnologia AI e AR sarà cruciale per la nascita dello “storytelling condotto dallo spettatore”, con il pubblico che chiederà di poter esercitare un maggiore controllo sulla visualizzazione dei contenuti.

Entro i prossimi dieci anni, potremmo arrivare a un punto in cui gli spettatori saranno in grado di controllare il modo in cui vedono le immagini, regolando l’illuminazione o modificando l’angolazione della fotocamera, per vivere un’esperienza interamente personalizzata e interattiva.

Simeon Quarrie

Parlando di questa tendenza, Simeon Quarrie, noto filmmaker che utilizza il potere delle immagini video e fotografiche per creare esperienze di narrazione visiva immersive, afferma: “Gli algoritmi social decidono quali storie mostrarti in base alla tua cronologia di visualizzazione, ma l’algoritmo del futuro stabilirà la struttura della storia che stai guardando”.

Muhammed Muheisen è dello stesso parere e aggiunge: “Gli strumenti stanno cambiando e la tecnologia sta prendendo il sopravvento. I social media sono ovunque. È come un treno in corsa: è meglio tenere il passo o si rischia di trascorrere i prossimi dieci anni cercando di raggiungerlo.”

La tecnologia non è più uno strumento passivo utilizzato per seguire virtualmente la vita degli altri. Sempre più spesso, gli storyteller cercano di creare un’esperienza interattiva. “Immagina di guardare un film o una serie TV. La ripresa e la composizione rimangono strutturate, mentre le immagini all’interno della storia cambiano”, aggiunge Simeon.

Questa tendenza sta già influenzando il modo in cui gli spettatori interagiscono con il contenuto, come dimostra il recente annuncio di un’importante piattaforma di streaming che ha dichiarato di voler pubblicare almeno un titolo interattivo ogni tre mesi. Secondo il media analyst di Variety, Kevin Tran,[1] questa mossa rappresenta un approccio mirato per cercare di attrarre e coinvolgere il pubblico in un panorama sempre più competitivo.

La democratizzazione dello storytelling – La fotografa ritrattista Guia Besana, il cui lavoro ruota attorno alle problematiche femminili e al tema dell’identità, crede che nei prossimi dieci anni “lo storytelling abbraccerà una conoscenza più ampia. Racconterà nuove storie con nuovi punti di vista.”

Laura Bisgaard Krogh

Con la diffusione dei social media, le storie locali hanno assunto maggior significato e rilevanza su scala mondiale, come sottolinea la filmmaker documentarista Laura Bisgaard Krogh“[Dovremmo] raccontare storie veramente importanti. Per farlo, sarà necessario che tutti siano coinvolti.” Man mano che la tecnologia imaging e i social media diventano più accessibili, sempre più storie locali diventano globali. “La tecnologia mi consente di raggiungere milioni di persone in pochi secondi attraverso i social media”, dice Muhammed.

Guardando al futuro, prevediamo una crescita del desiderio di storie visive che travalicano i confini geografici. Questo è evidenziato dal fatto che, secondo le previsioni, entro il 2030[2] la metà dei contenuti streaming destinati ai mercati europei sarà in una lingua diversa dall’inglese, enfatizzando la richiesta di storie esterne alla cultura e ai costumi del pubblico.

 Stress digitale in un mondo nostalgico Sebbene viviamo in un mondo sempre più digitalizzato, i nostri esperti prevedono che la stampa contribuirà a sostenere l’esperienza della narrazione visiva grazie alla sua capacità di creare un legame emotivo.

Tasneem Alsultan

L’esplorazione dell’umanità consente agli storyteller di fendere il rumore digitale o, come dice la fotoreporter, artista e fotografa Tasneem Alsultan, facciamo spazio alle cose che “scatenano dei sentimenti”. Tasneem non “crede che la stampa sia destinata a scomparire presto” vista la sua bellezza intrinseca e la nostalgia che evoca. Piuttosto, digitale e stampa continueranno a coesistere in armonia per creare un’esperienza emotiva attraverso spazi fisici e virtuali, trasformando tutti noi in storyteller.

Il Programma Ambassador di Canon EMEA riunisce alcuni dei migliori fotografi e videomaker al mondo provenienti da tutta l’area EMEA per condividere storie di grande impatto. Per scoprire cosa significa per loro il futuro della narrazione visiva, visita il sito:


[1] Tran, K., 2022. ‘Cat Burglar’ Spotlights Aims of Netflix’s Interactive Push – Variety. [online] Disponibile all’indirizzo: <https://variety.com/vip/cat-burglar-spotlights-aims-of-netflixs-interactive-push-1235187762/> [Accessed 28 February 2022].

[2] Goldbart, M., 2021. Report Shines Light On Netflix/Amazon Non-English Language Content – Deadline. [online] Deadline.com. Disponibile al seguente indirizzo: <https://deadline.com/2021/12/digital-i-report-netflix-amazon-non-english-language-viewing-1234900060/> [Accessed 28 February 2022].

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